ROBERTO LUPO

 

D’origine contadina “pedante e folle”, Roberto Lupo, alla fine della seconda guerra mondiale, prende dimora a Torino e qui compie gli studi, laureandosi nel ‘59. Fa poi lunghi viaggi in Europa, rilegge il Cellini l’Ariosto lo Svevo; impara la lezione di J.P. Sartre e quella di H. Miller. Divora i libri di Bioy Casares, di A. Jarry, di M.G. Lewis, di G. Meyrink; prende una sbornia per P. Soupault e per B. Péret.

Altre letture compagne sono i libri di Henry Miller. Legge molto di Brancati; di Pirandello e di Ionesco; di Gertrude Stein; di Pavese e di Montale, di Hawthorne, di T.S. Eliot; anche di Camillo Boito e di Iginio Ugo Tarchetti.

Corre poi dietro ad Antonio Delfini e a Carlo Emilio Gadda; ad Amy Lowell; a Dylan Thomas.

Nel ‘61, a Parigi, scopre la geometria di J.L. Borges e incomincia a scrivere versi... ma subito rientra in Italia, “pieno di sospetti”, e si dà all’insegnamento.

Dal ‘62 al ‘95 è docente presso l’Istituto d’Arte per il Disegno di Moda e Costume, di Torino - poi Istituto Statale d’Arte per l’Abbigliamento e il Figurino -, fondato e diretto per un ventennio da Italo Cremona: intanto si dedica alla narrativa e alla saggistica, al disegno e alla pittura.

Collabora a molte riviste, tra le quali Selva, Pianeta (ne fu redattore per piú di un anno), Il Caffè, Over, Vernice (ne fu per lungo tempo redattore)... compone i suoi primi papiers collés, costruisce i primi collages... Espone i suoi lavori in Italia e all’estero: in particolare ricordiamo le mostre alle Gallerie ‘Il Fauno’(1971) e ‘Viotti’(‘73) di Torino; e soprattutto quella (Jeux d’été) con la ‘piccola’ grande Maestra surrealista Meret Oppenheim, alla Galerie ‘Armand Zerbib’ di Parigi (‘74).

Intanto, nel 1972, affitta dal grande Maestro surrealista Maurice Henry (per la somma di 200F mensili charges comprises) “une chambre de bonne n° 26, au septième étage”, nel XVe, e ne fa il suo studio parigino (illuminato dal faro della Tour Eiffel): lo lascerà poi nel 1975.

Nel ‘73, con il saggio ‘Libertà colore dell’uomo’, presenta, primo in Italia, il pittore surrealista Marcel Jean. Nell’ ‘84 cura il volume Mario Giansone: la teoria delle tangenti e sue conseguenze armoniche, scrivendo il saggio ‘All’interno della vi(s)ta’. Nel ‘95 pubblica, presso la Genesi Editrice, il volume di poesie Laudace.

Tra il ‘96 e il ‘97 pubblica quattro quaderni di poesia, dalla veste volutamente scolastica (nella coperta): Il cavaliere pruriginoso, Oi’l, L’Argine, 666; le edizioni, all’insegna di POESIA ATTIVA, sono numerate e firmate.

Nel ‘98 è invitato da Sandro Gros-Pietro, della Genesi Editrice, a partecipare alla ‘spedizione’ poetica Una poesia per il Re (miniantologia).

Tra il 1997 e il 2001 scrive Lettura Prima - trentatré momenti di lettura reflessa alla terra e lasciati all’ ‘odio’ - che è anche il suo ultimo lavoro in versi.

Divenuto l’erede non solo spirituale di Italo Cremona, maestro pittore e scrittore, fonda nell’aprile del 2001 l’onlus Archivio Storico Italo Cremona.
L’Associazione si propone, tra le altre iniziative di carattere culturale e artistico,  l’ordinamento e la classificazione di tutti i lavori del Cremona (Cozzo Lomellina 1905 - Torino 1979): in primo luogo i dipinti, poi tutta l’opera grafica, quella letteraria, e ciò che resta della sua attività di sceneggiatore e di costumista. Sicuro riferimento per i collezionisti, l’Archivio può dare un chiaro responso sull’autenticità delle opere del Maestro.

Nell’estate del 2001 cura la seconda, definitiva edizione del poema 666.

Nell’autunno del 2004 è stata preparata, sempre per i tipi della Genesi Editrice, l’edizione definitiva e rielaborata di Lettura Prima. Il volumetto, illustrato da disegni inediti di Italo Cremona, è in qualche libreria: quindi non è facilmente reperibile, se non consultando gli àuguri e i consorti: in ogni caso i vaghi indizi del volere dell’editore.